Il “vuoto televisivo”

Con le espressioni “vuoto televisivo”, “nulla televisivo” o “programmazione irregolare” si indica, in maniera informale, una serie di immagini che la Rai, in maniera più o meno voluta, mandava in onda negli orari in cui interrompeva le proprie trasmissioni. La più nota di esse è il monoscopio, un’immagine fissa (generata elettronicamente o tramite tubo catodico) utilizzata per calibrare le apparecchiature televisive o per testare la qualità dell’immagine trasmessa. Questa schermata era fra l’altro accompagnata da un suono elettronico continuo (definito anche “nota continua” per via del fatto che si tratta di un Sol), utile per testare la qualità dell’audio.

Negli anni sessanta, i minuti successivi alla chiusura delle trasmissioni erano caratterizzati dalla presenza di uno sfondo nero. Dopo circa un quarto d’ora, il trasmettitore (o il ripetitore) da cui veniva irradiato il segnale veniva disattivato e allo schermo nero si sostituiva il cosiddetto “effetto neve” (ovvero quell’immagine dinamica in bianco e nero presente in caso di disturbi o assenza di segnale nei televisori dotati di ricevitori analogici). Verso le 8 del mattino le infrastrutture adibite alla diffusione del segnale venivano riattivate e sullo schermo compariva un monoscopio di tipologia RCA (dal nome dell’azienda statunitense che lo brevettò nel 1939), che nel maggio del 1955 aveva sostituito quello utilizzato durante le trasmissioni sperimentali. Fino ad un quarto d’ora dall’inizio delle trasmissioni, questa immagine era accompagnata da una nota continua costituita da un Sol a 384 Hz; di lì sino all’apertura dei programmi venivano mandati in onda dei brani musicali cantati o strumentali.

Fino al 1966, l’interruzione pomeridiana dei programmi vedeva la presenza del monoscopio, accompagnato esclusivamente dai brani musicali. Successivamente, si iniziò ad utilizzare una serie di immagini statiche o dinamiche ritraenti perlopiù scene di vita quotidiana, mandate in onda come trasmissioni a colori sperimentali. Negli anni successivi, e in particolare dopo il 1972, queste sequenze di immagini iniziarono a sottrarre al monoscopio anche lo spazio mattutino.

Il 1° luglio 1976 fece la sua prima comparsa il monoscopio cromatico, del modello Philips PM5544: inizialmente affiancata al monoscopio di tipo RCA, questa immagine (accompagnata da una nota continua a 400 Hz) soppianterà la precedente il 1° febbraio 1977, giorno in cui verranno avviate in maniera definitiva le trasmissioni a colori.

Sempre a partire dal 1976, la Rai cominciò a mandare in onda alcuni programmi sulle frequenze destinate a ospitare la terza rete: queste trasmissioni (solitamente repliche di spettacoli teatrali o di danza) erano ricevibili solamente nelle aree coperte dai principali trasmettitori e venivano identificate con una scritta in sovrimpressione che recava una breve descrizione del programma, accompagnata dalla dicitura “RAI – TERZA RETE TV – Prove tecniche di trasmissione”. Con l’inizio delle regolari trasmissioni del canale (avvenuto il 15 dicembre 1979), si iniziò a irradiare dei monoscopi caratterizzati dalla presenza, sulla barra identificativa inferiore (che, almeno fino ai primi anni ottanta, veniva utilizzata dalle altre due reti per ospitare una scritta che indicava il canale), di una dicitura che indicava il nome della regione dalla quale si riceveva il segnale. Questo monoscopio veniva utilizzato durante il periodo di pausa delle trasmissioni, sostituendosi in seguito a quello per la diffusione nazionale a pochi minuti dall’inizio dei programmi.

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La presenza del monoscopio negli orari di vuoto televisivo fu ridotta gradualmente a partire dalla seconda metà degli anni ottanta quando, negli orari notturni, era sostituito da una superficie grigia e muta su Rai 1 e Rai 2, o (fino al 1991) da una sequenza di diverse immagini tecniche (monoscopio a barre colorate, scale dei grigi, effetto neve) su Rai 3. Tra il 1984 e il 1986, nell’orario in cui il monoscopio predeva il posto dello sfondo grigio, venivano irradiate alcune pagine del Televideo a scopo promozionale, accompagnate dagli stessi brani musicali usati per il monoscopio. Questo tipo di sequenza fu riutilizzato da Rai 3 (che aveva smesso di trasmetterla solo nel 1987) nel 1991, sostituendo tutto lo spazio destinato al monoscopio con delle pagine di aggiornamenti sulla situazione sulla Guerra del Golfo.

Dal gennaio 1986, in concomitanza con le sperimentazioni delle trasmissioni in audio stereofonico, il monoscopio nazionale su Rai 3 era talvolta accompagnato da una voce femminile che eseguiva il cosiddetto “Programma sonoro di prova dedicato al controllo e regolazione dei ricevitori adatti alla ricezione dei programmi televisivi trasmessi in via sperimentale con audio stereofonico”. Questo annuncio, la cui testimonianza più recente risale al 1990, veniva mandato in onda per individuare imperfezioni nel nuovo tipo di segnale audio.

Con l’avvento definitivo della programmazione continua (divenuto definitivo nel dicembre 1993), il monoscopio riprese il monopolio nei più rari orari di vuoto televisivo, che verranno infine soppressi in maniera definitiva nel giugno 2012. Per l’occasione l’immagine ricevette alcune piccole modifiche sotto il profilo grafico, con la cifra di rete riportata a parola anziché a numero. Scomparvero i monoscopi utilizzati per la programmazione regionale su Rai 3 mentre la nota continua, tarata per testare la stereofonia sovrapponendo due suoni di 400 e 800 Hz, non era più sostituita dai brani musicali.


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