Sigle dell’Eurovisione

Quale principale azienda radiotelevisiva italiana, la Rai aderisce all’Eurovisione, vale a dire un’organizzazione internazionale che regola gli scambi di emissioni radiotelevisive tra i Paesi dell’Unione Europea (con la quale non ha alcun legame amministrativo, essendo affiliata all’Unione Europea di Radiodiffusione). Quest’ente, a cui sono iscritte tutte le principali aziende radiotelevisive europee, si occupa della trasmissione di eventi a portata internazionale (come la benedizione del Papa Urbi et Orbi, il festival di Sanremo e dell’Eurovisione, il Palio di Siena o alcuni dei principali eventi sportivi): la loro messa in onda è solitamente annunciata da una sigla che, pur avendo modificato nel corso degli anni impostazione grafica, presenta come accompagnamento musicale l’attacco dell’ouverture del Te Deum di Marc-Antoine Charpentier.

La grafica originaria della sigla dell’Eurovisione (che la Rai mandò in onda per la prima volta il 6 giugno 1954, a un anno dalla prima trasmissione di un evento in Eurovisione) vedeva, su sfondo blu, dodici stelle costituite dall’incrocio di vari fasci luminosi rappresentati da linee rette. Questi elementi erano disposti in cerchio ed inframezzati dalle lettere della parola “EUROVISION”, raffigurate da dei caratteri con grazie. Per quasi quarant’anni, questa grafica non subì variazioni di rilievo: le uniche modifiche riguardavano la scritta “RAI” presente al centro dello schermo, fino al 1985 rappresentata tramite dei caratteri maiuscoli dorati, e in seguito dal logo aziendale (con quello del 1983, in uso fino al 1989, di colore giallo accompagnato di riflessi bianchi e neri). Inoltre, a partire dal 1990 l’immagine fu preceduta da un’animazione computerizzata che vedeva tredici stelle comparire da fuori il teleschermo: le prime dodici, sulle quali erano proiettati i riflessi delle bandiere, andavano a disporsi attorno al logo rotante della RAI mentre l’ultima, ornata con i colori della bandiera italiana, andava a collocarsi sul taglietto della “A”. In quell’occasione, si provvide a sostituire l’arrangiamento del Te Deum, sino a quel momento suonato da un’orchestra di ottoni, con uno elettronico.

Eurovision93Quest’animazione, realizzata da Lorenzo Mazza, venne confermata anche dopo l’introduzione del nuovo logo dell’Eurovisione, avvenuta fra il 1993 e il 1994: l’ultima parte della sigla vedeva il tracciarsi di un cerchio giallo che copriva le stelle quindi, mediante una dissolvenza, lo sfondo diveniva grigio come la superficie della luna e comparivano tre frecce azzurre, che si andavano a posizionare rispettivamente sopra, a destra e a sinistra, componendo il logo dell’organizzazione. Tale grafica, che confermava l’arrangiamento del Te Deum utilizzato a partire dal 1990, fu successivamente affiancata alla sigla ufficiale dell’Eurovisione, mantenendo questo ruolo almeno fino al 1999.

Dal 1995 venne, infatti, impiegata anche la versione completa della sigla con il logo introdotto nel 1993, che vedeva inizialmente l’immagine di un globo grigio in prospettiva, con il cielo stellato sullo sfondo. Il globo si muoveva contro lo schermo facendo divenire lo sfondo grigio; andava quindi a comporsi il nuovo logo dell’Eurovisione, costituito da un ovale dorato con tre frecce azzurre. Fino al 1999 compariva in alto l’ultimo fotogramma del bumper generico utilizzato per i promo, sostituito nel 2002 dall’allora logo della Rai. In questa versione della sigla, il Te Deum fu nuovamente suonato con degli ottoni.

Nel 2009 venne introdotta una nuova sigla, che vedeva l’entrata in un campo bianco sfumato in avana degli elementi che compongono il logo dell’Eurovisione. Questi, dall’aspetto trasparente, si disponevano al centro dello schermo secondo l’ordine esatto e scomparivano lasciando il posto, dal 2010, al logo aziendale Rai (riprodotto a schermo intero). Venne aggiornato anche l’arrangiamento del Te Deum, con le percussioni più in evidenza.

Il 13 febbraio 2013 vede l’introduzione di una sigla che vede, su di uno sfondo che sfuma gradualmente da violetto a celeste, una serie di semicerchi muoversi sino a creare la “O” del nuovo marchio dell’Eurovisione, il quale va a disporsi al centro dello schermo. Al termine dell’animazione (accompagnata dall’arrangiamento del Te Deum introdotto nella versione precedente) compare una schermata blu con al centro il logo della Rai.


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