Sequenze di apertura e chiusura delle trasmissioni

Nel periodo in cui la Rai non trasmetteva i programmi a orario continuato, l’apertura e la chiusura delle trasmissioni erano annunciate tramite delle apposite sequenze di sigle.

La più nota di esse è anche la prima ad essere stata adottata, esistendo sin dalle origini della televisione: su di uno sfondo costituito da un cielo nuvoloso, compariva dall’alto muovendosi verso il basso un traliccio ottenuto mediante l’incrocio di diversi arabeschi. Davanti a questo disegno apparivano e scomparivano le scritte “TV” (racchiuse in un riquadro e disposte in colonna, in maniera tale da richiamare la forma di un’antenna) e “r a i – radiotelevisione italiana” (presente al di sotto del riquadro, in stampatello minuscolo bianco).

Questa grafica, accompagnata da una versione orchestrale di Tutto cangia il ciel’s abbella dal finale del Guglielmo Tell di Gioacchino Rossini, era seguita da un’immagine muta e statica a sfondo nero, conosciuta con il termine informale di “quadro di pre-programmazione”: essa mostrava due gruppi di ovali concentrici incrociati, davanti ai quali erano disposti dei cerchi concentrici; al centro dello schermo vi era il marchio della Rai (che nel corso degli anni seguirà eventuali variazioni), accompagnato in basso dalla scritta in stampatello maiuscolo bianco “RADIOTELEVISIONE ITALIANA”.

chiusura trasmissioni pre 1986

La sigla di chiusura era simile a quella dell’apertura: il traliccio, di disegno diverso e più corto, svolgeva tuttavia il percorso al contrario e l’accompagnamento musicale era costituito da un brano intitolato Armonie del pianeta Saturno, composto da Roberto Lupi. Inoltre, al termine della sigla, le scritte “TV” e “r a i – radiotelevisione italiana” cedevano il posto al testo in corsivo “Fine delle Trasmissioni“, che per alcuni secondi rimaneva sullo schermo assieme allo sfondo nuvoloso, fino alla conclusione della sigla. Da sottolineare che, in alcune occasioni (specialmente durante il periodo estivo), questa sigla poteva non essere irradiata: in tal caso andava direttamente in onda il cartello che annunciava l’orario della rimessa in onda dei programmi.

Fine delle trasmissioni 1983

Queste grafiche, basate su dei disegni di Erberto Carboni e Tito Varisco, furono modificate attorno al 1977, per adattarle alla televisione a colori: le nuvole, più dinamiche, ricevettero una diversa disposizione sullo sfondo, che per l’occasione assunse una colorazione azzurra. Il riquadro che racchiudeva la scritta “TV” mostrava una tonalità diversa rispetto a quella del cielo (apparendo più chiaro o più scuro), mentre le forme geometriche che componevano il disegno del quadro di pre-programmazione divennero celesti.

Rai 3 annunciava l’apertura e la chiusura dei propri programmi con una sigla specifica (che andava in onda dopo quella generica in apertura e viceversa), ancora basata su disegni di Erberto Carboni. Su di un cielo scuro, compariva un rombo rosso con inscritto un riquadro nero racchiudente la scritta “TV” in grigio. Sui vertici di queste figure geometriche comparivano in dissolvenza dei gruppi di tre linee bianche, e poi andava a collocarsi un “3” nero al centro della scritta “TV”. Scomparivano le linee e, nella parte bassa del teleschermo, si formava un rombo di colore giallo che, scorrendo dal basso verso l’alto, mostrava delle cellette triangolari verdi e si scopriva essere collegato ad un altro rombo rosso con il logo “TV” inscritto. Questi elementi scorrevano per alcuni secondi finché non veniva ripetuta la prima parte dell’animazione. La melodia di accompagnamento della sigla era il brano Il cielo in una rete di Piero Piccioni.

Chiusura 2005

Tutte queste sigle scomparvero il 28 gennaio 1986, in favore di una grafica computerizzata accompagnata da un frammento di 30 secondi dell’inno italiano, anch’esso riprodotto con strumenti elettronici. La prima schermata era completamente blu: compariva in alto a destra una stella bianca a quattro punte che brillava un paio di volte. Successivamente partiva la musica e appariva una rappresentazione dell’Europa con il bacino del Mediterraneo in evidenza, separata dal cielo tramite una linea luminosa che seguiva l’andamento curvilineo della mappa. Dalla parte inferiore del teleschermo comparivano tre strisce dei colori della bandiera italiana che iniziavano a ruotare su sé stesse, mentre il cielo schiariva sul celeste e la mappa si avvicinava verso l’Italia.

Quando, dal punto della mappa in cui era situata Roma iniziavano a partire delle onde elettromagnetiche sotto forma di cerchi concentrici, la mappa scompariva e le bande si posizionavano orizzontalmente nella parte inferiore dello sfondo celeste. Al di sopra di esse compariva il logo della Rai e in corrispondenza di ognuna le scritte maiuscole RADIO TELEVISIONE e ITALIANA, di colore blu scuro e ornate da dei riflessi bianchi dinamici. La sigla di chiusura era identica, ma il cielo da celeste chiaro diventava blu scuro e l’ultima parte vedeva, assieme alle scritte e al logo di colore azzurro chiaro, la stella presente nei primi fotogrammi della sigla di apertura.

In seguito al restyling del marchio aziendale avvenuto nel 1988, l’ultima parte della sigla subì una modifica, divenendo da quel momento comune all’apertura e alla chiusura. La nuova animazione mostrava il collocarsi del logo su uno sfondo blu notte, accompagnato dalle scritte inclinate “RADIO TELEVISIONE ITALIANA”, che comparivano al termine della musica. Questa grafica, che mantenne il proprio ruolo sino al giugno 2012, subì un piccolo aggiornamento nel 1990: la “A”, che inizialmente appariva come “V” capovolta completata in seguito dalla bandierina italiana (con i colori disposti orizzontalmente), ora compariva col taglietto, su andava a collocarsi la bandierina (con i colori orientati per il verso giusto).

Apertura Rai2

Nei primi anni novanta (all’incirca fra il 1990 e il 1992) Rai 2 ha utilizzato una seconda sigla per aprire e chiudere le proprie trasmissioni: su sfondo bianco compariva un quadrato a quattro sezioni in cui scorrevano diverse immagini (conto alla rovescia, sigla del Tg2, tabelloni di aeroporti, pinguini, ecc…). Ad un certo punto le sezioni si univano in un unico quadrato rosso che girava su sé stesso rivelandosi un cubo diviso a cellette di forma quadrata. Al termine della musica compariva, infine, la scritta nera “RAIDUE”, raffigurata con il carattere del logo aziendale. Questa sigla poteva essere utilizzata anche in circostanze diverse da quella ordinaria (ad esempio in chiusura delle fasce pubblicitarie non contrassegnate da bumper), mentre l’ultima parte andava in onda come sigla per i promo mandati in onda tra il 1990 e il 1991.


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